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Suoni di Pietra L'acustica delle chiese rupestri di Puglia

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fasano
 
Il Seminario "Suoni di Pietra. L'acustica delle chiese rupestri di Puglia" si terrà a Gravina in Puglia (11 aprile 2012), Fasano (18 aprile 2012) e Mottola (19 aprile 2012).

 

Suoni di Pietra: studio, catalogazione e fruizione virtuale dell’ambiente sonoro delle chiese rupestri in Puglia

(Progetto finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia)

Il progetto, coordinato dal Prof. Ettore Cirillo e condotto dai ricercatori del Gruppo di Acustica del Politecnico di Bari, ha preso le mosse dalle precedenti esperienze del gruppo di lavoro, impegnato da un decennio nello studio delle caratteristiche acustiche delle chiese di ogni epoca.

In tale ambito, l’approfondimento della conoscenza delle condizioni acustiche delle chiese rupestri ha costituito una sorta di “punto di arrivo” di una lunga esperienza, sebbene, da un punto di vista storico-evolutivo, avrebbe dovuto esserne il punto di partenza. Tuttavia, gli stessi motivi che rendono queste chiese poco note e fruibili al grande pubblico hanno di fatto contribuito anche a ritardarne uno studio approfondito sotto i diversi punti di vista. Infatti le chiese rupestri rappresentano un patrimonio culturale con caratteristiche di unicità che interessano diversi aspetti: dalla ubicazione in contesti naturalistici particolari, agli straordinari apparati iconografici che, di norma, costituiscono il maggiore elemento di richiamo e interesse. Al contrario, uno degli aspetti meno considerati è senz’altro quello acustico sebbene, invece, il contesto naturale (lame, gravine), le ridotte dimensioni che inducono forti risonanze in grado di enfatizzare i canti, l’uso di materiali duri (pietra e intonaci affrescati) e la presenza di ambienti secondari in grado di conferire un carattere riverberante al suono malgrado la consistente presenza di aperture, contribuiscano a rendere unica l’esperienza sonora in questi luoghi.

Per cercare di studiare in maniera scientifica l’effetto combinato di tali aspetti è stato condotto un dettagliato studio acustico che ha interessato cinque siti pugliesi (San Nicola a Casalrotto a Mottola, Santi Andrea e Procopio a Monopoli, Lama d’Antico a Fasano, San Michele a Gravina in Puglia, Santa Maria della Grotta a Ortelle). Le rilevazioni sono state condotte impiegando un insieme di strumenti portatili (per far fronte all’assenza di alimentazione elettrica e alle difficoltà di accesso) con i quali sono stati generati dei segnali sonori e poi registrati usando microfoni B-format (ovvero quelli con cui si registra il suono in surround) e binaurali (impiegando un manichino con microfoni al posto dei padiglioni auricolari, o indossando direttamente dei microfoni inseriti nelle orecchie). In tal modo è stato possibile sia quantificare mediante parametri oggettivi il comportamento acustico dei diversi ambienti, sia realizzare le cosiddette “auralizzazioni”, ovvero riproduzioni sonore realistiche di come un dato segnale (canto, musica, parlato) verrebbe percepito nell’ambiente in esame.

Contestualmente, in ogni ambiente esaminato sono state condotte delle rilevazioni con scanner laser 3D (eseguite a cura del CNR-ITIS di Bari) e delle rilevazioni fotografiche con cui sono stati realizzati dei “tour virtuali”. Le prime informazioni sono state impiegate per costruire dei modelli geometrici “virtuali” dei diversi spazi, tramite i quali, sulla base di ipotesi relative allo stato originario dei luoghi e alle diverse condizioni di conservazione dei paramenti murari, sono state “ricostruite” le ipotetiche condizioni acustiche. L’esame dei risultati così ottenuti ha confermato come in tutti gli ambienti vi fosse una significativa riverberazione alle basse frequenze accompagnata da forti risonanze, mentre alle frequenze medio-alte (quelle più importanti per la comprensione della parola) si poteva invece beneficiare di un tempo di riverberazione molto più basso che contribuiva a mantenere chiari i messaggi sonori. È molto interessante notare che poiché in molti casi le chiese rupestri riproducono quasi fedelmente i modelli delle chiese sub-divo del tempo (di piccole dimensioni e realizzate in pietra con copertura a volta), le rispettive condizioni acustiche non dovevano differire molto. In entrambi i casi, quindi, i canti bizantini potevano beneficiare particolarmente delle condizioni acustiche osservate, dal momento che rispetto, ad esempio, ai canti Gregoriani, sono molto più ricchi di basse frequenze che risultano amplificate dalle forti risonanze indotte dagli ambienti, creando situazioni acusticamente molto suggestive. Al tempo stesso le piccole dimensioni e l’elevata chiarezza nel campo del parlato favorivano una ottima intelligibilità della parola che ben si sposava con le esigenze di evangelizzazione del tempo.

La seconda parte dello studio, comprendente i tour virtuali e le auralizzazioni è stata condotta con lo specifico obiettivo di rendere “virtualmente” fruibili questi luoghi al grande pubblico, consentendo non solo di osservare gli spazi in maniera interattiva e immersiva, ma anche di ascoltare, grazie alle riprese binaurali che consentono di apprezzare le caratteristiche di spazialità sonora anche mediante il solo ascolto dei segnali tramite auricolari, come il suono si propaga al loro interno. Mediante i modelli di simulazione virtuale è stato anche possibile ottenere delle auralizzazioni delle condizioni originarie dei luoghi, rendendone uditivamente apprezzabile l’evoluzione. Infine, tutte queste informazioni sono state inserite in un sito web (www.suonidipietra.org) in cui saranno man mano inseriti anche i principali risultati scientifici ottenuti.

Per ulteriori informazioni contattare:

Prof. Ing. Francesco Martellotta
Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura – Politecnico di Bari
Via Orabona 4, 70125 – Bari
Tel: 080-5963631, mob : 3473909376, email: f.martellotta@poliba.it

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