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Kos 5


Il settore nord dell'agorà greca di Coo

Sistemazione d'area relativa allo scavo archeologico di 'Città Murata'

2009/2010

invernale

25/02/2011

Archeologia

Numero prog. di laurea Cognome Nome
Andriopoulou Panagiota
Dibenedetto Giovanni
Fatone Isabella
Intini Pietro
Massaro Nicola
Montepaone Nicola

Prof. G. Rocco

Prof. M. Livadiotti
Prof. R. Carullo
Prof. R. Belli

Tomo 1: Ringraziamenti Introduzione 1. Cenni sull’isola di Coo 2. Descrizione delle strutture allo stato attuale 3. Le fasi evolutive dell’agorà 4. Il progetto architettonico: l’antiquarium 5. Conclusioni Tomo 2: Appendici I. Cronologia generale: dalla fondazione di Kos ai giorni nostri II. Catalogo degli elementi architettonici III. Lo stage: dalla ricerca all’esperienza sul campo IV. Il rilievo archeologico: le metodologie utilizzate V. Elenco delle abbreviazioni bibliografiche

Lo studio dell’agorà tardo-classica ed ellenistica di Kos, impostato sostanzialmente sugli studi dei proff. G. Rocco e M. Livadiotti, ha potuto contare su una base documentaria già elaborata e sul Catalogo dei frammenti architettonici dell’area, iniziato nel 2004 e frutto di una collaborazione tra il Politecnico di Bari, la 22° Eforia Preistorico-Classica del Dodecaneso e l’Istituto di Studi Archeologici Egei di Rodi.

Il nostro studio, che si inserisce quindi in questa ricerca, ha riguardato soprattutto la ricostruzione delle fasi iniziali di sviluppo del complesso dell’agorà a partire dall’età tardoclassica, epoca della fondazione, avvenuta nel 366 a.C., di una nuova capitale, Kos, posta in una posizione estremamente favorevole per il commercio marittimo. L’impianto urbano comprendeva un porto e un’agorà di enormi dimensioni, circa 300 metri, tra le più estese del mondo antico, oltre ad una possente cinta muraria. Le recenti ricerche hanno inoltre identificato, fuori dalla cerchia delle mura e in prossimità del porto, una seconda agorà commerciale, di cui sopravvivono solo alcuni brevi tratti e di cui il presente studio propone una restituzione grafica. L’età ellenistica, in concomitanza con un periodo di grande floridezza economica, vede il rifacimento delle strutture dell’agorà, ora completamente in marmo, e un sostanziale ampliamento dell’impianto planimetrico, rimasto pressoché immutato fino all’età imperiale. I numerosi terremoti che hanno scandito la storia della città, distruggendo quasi completamente le strutture delle agorai hanno portato a partire dal 554 d.C. al loro progressivo abbandono e alla nascita, al di sopra, della città medievale (la cosiddetta Città Murata). Questo stato di fatto è rimasto inalterato fino al terremoto del 1933 che, radendo al suolo l’insediamento moderno, ha permesso la riscoperta delle strutture tardoclassiche ed ellenistiche e quindi il loro studio sistematico, iniziato con un nuovo rilievo complessivo nel 1986.
È in questo contesto così articolato che si inserisce il nostro intervento progettuale: l’idea di un antiquarium nasce infatti dalla necessità di pensare ad uno spazio che consenta di conservare e preservare i tantissimi elementi architettonici recuperati nell’area di scavo e, al contempo, consenta un accesso più controllato all’area archeologica. Si è pensato quindi di realizzare un piccolo contenitore che, oltre a servire da espositore dei reperti, prepari il visitatore a ciò che troverà nell’area dello scavo: l’antiquarium diviene quindi spazio dedicato anche alla didattica e preparatorio per permettere una fruizione critica dell’area da parte del visitatore.

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