Fondata nel 969 d.C., la città di al-Qaira (il Cairo) si colloca all'interno di questo ampio tessuto, costituendo un passaggio obbligato per il raggiungimento dell'area dell'Alto Nilo dal Mar Mediterraneo.
In un simile contesto, non si può però prescidere dall'importanza rivestita dalla trasformazione dalla vita nomadica a quella sedentaria per la diffusione della civiltà islamica. Questo cambiamento è visto dagli islamici come una sorta di egira, atto fondativo compiuto dal Profeta in persona. La città appare dunque il risultato di un processo di aggregazione definito all'interno di un luogo bene preciso, nel quale avviene l'iterazione tra organismo sociale e ambiente fisico.
La casa cairota, tuttavia, costituisce, un'eccezione rispetto al processo di fondazione della casa araba, la corte viene privata del ruolo centrale che aveva nelle restanti parti del mondo arabo e la comparsa della qa'a nell'architettura domestica al Cairo costituisce la fine di un processo evolutivo, nel quale dalla corte ad iwan abbassida e fatimida intesa come luogo di abitazione scoperto, si perviene alla trasformazione in una sala chiusa, mediante contrazione della corte e avvicinamento degli iwan.
Il presente studio muove dalla necessità di analizzare in modo sistematico l'architettura domestica cairota, della quale appare assente, ad oggi, un'analisi approfondita e dalle potenzialità di questo patrimonio dimostra ancora di avere, nell'ottica di un aggiornamento tipologico e costruttivo.